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Consolidamento strutturale sismico

Il consolidamento sismico delle strutture consiste nella modifica delle costruzioni esistenti per renderle più resistenti all'azione sismica, ossia al movimento del terreno dovuto a un terremoto. Grazie ad una migliore comprensione degli effetti dei sismi sulle strutture e alle recenti esperienze con potenti terremoti vicino ai centri urbani, è sempre più riconosciuta la necessità di un adeguamento sismico di molte strutture esistenti, ridando sicurezza agli edifici che hanno subito dissesto o che per cattivo stato di conservazione sono oggi pericolosi.

Un buon intervento di miglioramento sismico è strettamente dipendente dalla scelta di materiali di qualità, che abbiano caratteristiche meccaniche il più compatibili possibile con quelle delle originarie strutture murarie.

Spesso il miglioramento sismico può essere raggiunto anche solo con l’inserimento di tiranti per contrastare pericolosi cinematismi fuori piano, migliorando il comportamento scatolare e i mutui collegamenti all’interno dello schema strutturale dell’edificio. I tiranti sono utili anche per eliminare le spinte di volte o coperture spingenti.

 

Per migliorare i collegamenti tra le strutture è altresì utile irrigidire i solai molto deformabili mediante solette in c.a. alleggerito rese collaboranti alle esistenti travi in legno o acciaio mediante piolatura.

L’importanza di questo intervento non sta solo nel consolidamento e irrigidimento statico del solaio, ma anche nel suo efficace collegamento e legatura su tutte le pareti perimetrali mediante ancoraggi puntuali a coda di rondine (o con perfori armati) al fine di legare efficacemente il solaio a tutte le pareti.

 

In cosa consiste l'intervento

Tra i lavori più comuni, poiché meno invasivi dei precedenti, spesso si scegli di intervenire con iniezione di miscele di malte a base di calce, una delle tecniche tradizionali per aumentare le resistenze delle muratura, un tempo eseguite con boiacche cementizie troppo rigide e dalle note incompatibilità chimiche con i sali presenti nella muratura, oggi eseguite con più compatibili miscele di malte a base di calce.

L’intervento consiste nell’esecuzione di fori nella muratura mediante perforazioni, generalmente su una sola faccia e leggermente inclinate e successive operazioni di lavaggio interno e posa di ugelli in gomma su ogni foro, partendo dal basso verso l’alto si inietta la miscela a bassa pressione, chiudendo gli ugelli già iniettati. La tecnica è utile solo su murature facilmente iniettabili con presenza di vuoti e discontinuità, come ad esempio murature a sacco.

Le iniezioni tuttavia non sono sufficienti per legare i diversi strati e dare monoliticità a paramenti multistrato; sono invece utili per aumentare la sezione resistente coprendo i vuoti.

 

Intervento tramite intonaco armato

Una delle tecniche maggiormente utilizzata per consolidare e migliorare le caratteristiche meccaniche delle murature in zona sismica è quella dell’intonaco armato, che permette la connessione e la legatura dei diversi strati del paramento in caso di tessiture multistrato. L’intervento tradizionale consiste nel posare una rete elettrosaldata zincata sulle due superfici della parete, ovviamente nell’ipotesi di poter rimuovere l’intonaco esistente. Le reti dovranno essere legate trasversalmente mediante barre passanti nella muratura con un adeguato passo e piegate in corrispondenza delle maglie della rete.

La muratura viene pertanto “impacchettata” aumentando le sue resistenze a compressione e taglio.

 

Intervento tramite reti in fibra di vetro o fibra di carbonio

Un’alternativa alla medesima tecnica consistone nell’applicare, al posto della rete metallica, una analoga rete fatta dei nuovi materiali compositi, più precisamente con reti in fibra di vetro o fibra di carbonio legate trasversalmente alla muratura mediante barre di analogo materiale. Queste reti avranno diametri ridotti e maglie più piccole perché materiali già altamente performanti, sulle quali si possono posare anche solo 2-3 cm di malta di calce per ottenere i medesimi incrementi di resistenza dei tradizionali intonaci armati. Le reti sulle due superfici della parete saranno collegate mediante corde del medesimo materiale floccate agli estremi e rese solidali alle reti mediante incollaggio con resine. I nuovi materiali compositi offrono diverse soluzioni di vincolo e presidio e si adattano perfettamente alle forme geometriche delle superfici di applicazione, azzerando praticamente l’incremento di peso in quanto totalmente leggeri.

Una variante consiste nel semplice cordolo in muratura armato con le tradizionali barre di c.a., tale da avere la medesima rigidezza della parete sottostante e pertanto perfettamente compatibile. Per la realizzazione di cordoli intermedi o sommitali si può fare ricorso anche alla tassellatura interna di profilati in acciaio tali da svolgere una efficace azione di cerchiaggio. Il cordolo sommitale in c.a. può ancora essere una valida scelta, purché sia gettato con calcestruzzo alleggerito in modo da non pesare troppo e soprattutto sia vincolato alle pareti sottostanti mediante perforazioni armate con inserimento di barre verticali.

 

Incentivo SISMABONUS

Gli interventi di miglioramento sismico sopra descritti, consentono nella maggior parte dei casi un miglioramento della classe di rischio sismico del fabbricato con la possibilità di accedere agli incentivi fiscali “SISMABONUS” pari al 70% della spesa sostenuta dal committente. Le detrazioni fiscali saranno consentite per gli interventi realizzati da Gennaio 2017 a Dicembre 2021 (salvo proroghe). Legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 2, lettera c); modifiche all’art. 16, comma 1 quater del D.L. n. 63/2013, convertito in L. n. 90/2013.

Ultima modifica il 10 Lug 2020

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